Sentieri

Aurigeno... e il Vanoni

Foto OTRLVM

Il percorso che si snoda tra Aurigeno e Moghegno si presta in particolar modo per un itinerario i cui elementi hanno riferimenti storici, culturali e soprattutto artistici. Oltre alle testimonianze legate al mondo rurale del passato, in questi villaggi possiamo ammirare le tracce artistiche lasciate dal pittore originario di Aurigeno: Giovanni Antonio Vanoni (1810-1886). Fra tutti i pittori che hanno lasciato le loro tracce in valle, il Vanoni emerge per la sua capacità di interpretare e tradurre in colore i sentimenti della sua gente, per l’abilità scenografica e compositiva, per l’espressività di certi volti, per la ricercatezza dei vestiti, per il raffinato gusto nell’uso dei colori vivi e sgargianti. 

Possiamo trovare le sue opere in luoghi disparati e in forme eterogenee: affreschi in chiese, oratori, cappelle, ma anche sui muri di certe case d’abitazione e stalle; dipinti su tela, carta, legno, e metallo; ex voto, pale d’altare, stendardi, ritratti ad olio e a carboncino. Questo itinerario permette di scoprire alcune delle sue numerose opere. Lungo il cammino che da Dunzio scende verso Aurigeno, si possono ammirare l’Oratorio del Carmelo, la trappola del lupo, il ponte romanico sul Rii della Terra di Fuori, il lavatoio e le belle fontane monolitiche, ma anche godere della vista di dipinti murali e di numerose cappelle affrescate dal Vanoni nel suo villaggio natale. Una tappa d’obbligo è la chiesa parrocchiale dove il ciclo di affreschi che vi troviamo, può certamente venir considerato il capolavoro del Vanoni affrescatore.

La chiesa parrocchiale

Il primo edificio risale al XII secolo, sono ancora osservabili all’esterno le tracce di muri romanici e di affreschi tardomedievali. La chiesa dedicata a San Bartolomeo fu poi ampliata e quindi affrescata da Giovanni Antonio Vanoni tra il 1857 e il 1860. I dipinti sono l’opera più importante eseguita dall’artista: vi si ammirano poderose figure di santi e una luminosa Ascensione nella finta cupola. Si può pure osservare il dipinto della Madonna del Rosario su carta incollata su tela dell’altare laterale destro, e la porta del tabernacolo dell’altare sinistro. L’ossario fu ristrutturato e fatto affrescare tra il 1874 e il 1895.Particolarmente interessanti sono il dipinto raffigurante San Carlo e l’obelisco che si nota nel sagrato della chiesa, datato 1691. La cappella del cimitero, costruita nel 1858, rappresenta la Deposizione, affrescata dal Vanoni e restaurata nel 1983.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.