Sentieri

Bignasco... e la lüera

Sono almeno tre le particolarità storiche che caratterizzano questo villaggio. Innanzitutto i ponti. Posto alla confluenza di due fiumi, Bavona e Maggia, i due ponti di collegamento fra le diverse sponde esistono da secoli, forse da millenni. Vi è poi il nucleo più antico (Bignasc Vécc) situato sulla sponda sinistra del fiume Maggia: è anch’esso un unicum, poiché è l’agglomerato valmaggese che conta il maggior numero di case cinquecentesche. Si è scelto ...la lüèra, ossia la trappola per catturare i lupi, poiché è un manufatto rarissimo in Ticino, ma pure perché l’insieme di Sott Piodau, dove è situata, posto a un tiro di sasso dalla strada cantonale e restaurato di recente su iniziativa dell’ex-comune di Bignasco, è un angolo di questo paese di alto valore etnografico e paesaggistico. In un ambiente devastato da blocchi giganteschi, a prima vista ostile e improduttivo, l'uomo ha ricavato piccole superfici coltivabili e alcune costruzioni di tipologia e funzioni diverse. Questo insediamento si presentava già così nel Settecento, ma alcune strutture, in particolare quelle sotto roccia e la lüèra, sono sicuramente più antiche: documenti d'archivio e raffronti diversi le pongono a cavallo tra il XIV e il XV secolo. Bignasco è pure interessante per l’assetto urbanistico caratterizzato dai seguenti comparti: il nucleo primitivo con parecchi edifici tra i più antichi della Vallemaggia; la zona attorno alla chiesa parrocchiale, posta tra i due fiumi, dove emergono, per importanza e volume, alcuni edifici privati e pubblici di fine Ottocento – inizio Novecento; il gruppo di case edificate a destra del fiume Bavona, sviluppatosi dopo la costruzione, nel 1907, della stazione terminale della ferrovia Locarno - Ponte Brolla - Bignasco e infine il quartiere nuovo, là verso la cascata, con diverse abitazioni costruite negli ultimi vent’anni.

La lüèra

È un manufatto imponente. Una superficie di oltre 100 mq è chiusa tra una parete rocciosa, un monolite enorme e due robusti muri a secco: quello a sud supera all'esterno i sette metri di altezza. Non vi sono aperture, ad eccezione di un piccolo passaggio attraverso il quale, attirato da un'esca viva, entrava il predatore, facendo scattare un meccanismo che richiudeva un portello alle sue spalle. Il cornicione obliquo sporgente, in due segmenti, permetteva di raggiungere la corona del muro per guardare all'interno.

Le case cinquecentesche

Percorrendo le strade di Bignasc Vécc, non si può non rimanere attratti, oltre che dalle facciate cinquecentesche con le date incise sulle pietre angolari, dai portali con stipiti ed architravi di sasso che danno accesso a cortili sui quali si affacciano le abitazioni e le stalle. Un mezzo di difesa, ma pure l’esempio più settentrionale della penetrazione, fin nel cuore delle Alpi, dello stile lombardo di insediamenti con case a corte.

L’oratorio di San Rocco

Questo oratorio rappresenta un esempio significativo della trasformazione che diversi edifici sacri hanno subito nel corso dei secoli. Grazie alle date scolpite sulle pietre angolari e sugli architravi è stato possibile identificare le varie tappe di tale evoluzione. Nel 1597 fu costruita la primitiva cappella, simile a molte altre dello stesso periodo. Nel 1676 essa fu trasformata in oratorio con la costruzione della navata. La sagrestia è del 1725 mentre il portico, non datato, è della seconda metà dell’Ottocento.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.