Sentieri

Peccia... e il marmo

Nella sua lunga storia, il villaggio di Peccia (840 m s.m.), apparentemente edificato in luogo sicuro, fu sconvolto come pochi altri da frane e alluvioni: già nel 1570 il fiume Maggia in piena aveva travolto il paese che verosimilmente era posto in un’altra posizione. Nel corso dell’Ottocento, in ben sei occasioni (l’ultima nel 1868) il riale, quasi sempre asciutto che scorre a monte del paese, aveva causato danni alle case e alla chiesa, provocando anche la morte di sei persone. Nella seconda metà del Novecento, invece, il nome di Peccia si diffuse anche aldi fuori dei confini cantonali a motivo dell’apertura della cava di marmo, l’unica in Svizzera.

Peccia è il villaggio lavizzarese che conosce in inverno la maggior insolazione; le frazioni situate in Valle, ad eccezione di Vea, sono invece senza sole da due a tre mesi all’anno e in passato rimanevano spesso isolate dal resto della comunità a causa della valanga (la «Bavorc’a») che scendeva a ostruire la strada mulattiera. Per questo le chiese parrocchiali, con il relativo cimitero, sono due e due erano pure le sedi scolastiche: una a Peccia paese e una a San Carlo. A partire dal 1954, grazie alla costruzione della galleria artificiale, il collegamento è assicurato anche in caso di forti nevicate. Girovagando tra le viuzze acciottolate di questo villaggio, colpisce la varietà degli edifici che si ritrovano in così poco spazio: case cinquecentesche, disabitate; case riattate con conservato il vecchio stemma della famiglia patrizia; case degli emigranti; tipiche stalle con il fienile in legno, un apiario, il lavatoio, la stalla dei cavalli.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.