Sentieri

Riveo... e le cave

Fino all’inizio del XIX secolo Riveo, da sempre frazione di Someo, era composto da un gruppetto di case e da un oratorio, disposte lungo la strada mulattiera della Valle, sul pendio al sicuro dalle inondazioni del fiume Maggia. La strada carrozzabile fu verosimilmente il primo manufatto costruito sul fondovalle cui seguì nel 1907 la ferrovia Locarno - Ponte Brolla - Bignasco. In seguito alla costruzione di queste due importanti vie di comunicazione e soprattutto con l’apertura delle cave sorsero nel corso del XX secolo, lungo lo stesso percorso, diverse nuove abitazioni di dimensioni e stili diversi. Nei secoli passati la costruzione di ogni edificio comportava l’apertura di una «cava» nei pressi del villaggio dove da rocce affioranti o macigni venivano estratti i sassi d’angolo e le piode per il tetto, trasportati a spalla fino al cantiere. Con la costruzione della strada carrozzabile e l’avvento dei trasporti con i carri trainati dai cavalli, si aprì la possibilità di usufruire di filoni di roccia migliore situati anche più lontano. Le cave di Riveo, dove la scistosità delle rocce metamorfiche è notevolmente migliore di tante altre zone della Valle, furono aperte per rispondere a questa necessità. La prima cava documentata risale al 1860 ed è ancora oggi in attività. Un primo importante incremento dell’attività estrattiva lo si ebbe solo con la costruzione della ferrovia che permise l’esportazione delle pietre lavorate anche fuori Valle. Lo sviluppo più importante si manifestò dopo il 1950.

Le cave

Le 5 cave di beola ancora attive i cui laboratori sono situati sulla piana in direzione di Cevio danno lavoro a circa 80 operai creando un importante indotto economico per l’intera Valle. Alcuni luoghi di estrazione si trovano sulla sponda destra del fiume. La beola è una varietà di gneiss che si adatta a diversi tipi di lavorazione e a numerosi impieghi: dalle tradizionali piode per la copertura dei tetti ai sassi per la costruzione di muri; dalle lastre di pavimentazione a quelle di rivestimento; dai vari materiali per la costruzione di giardini a quelli per abbellire l’interno di case e ville. Negli ultimi vent’anni i sistemi di estrazione e di lavorazione, grazie a un pronunciato ammodernamento tecnologico, sono cambiati parecchio permettendo di utilizzare quasi tutto il materiale estratto. Tuttavia alcuni prodotti richiedono ancora delle fasi di lavorazione artigianali. Il sentiero verso Cevio passa accanto ai laboratori dove il tipico ticchettio della punta che colpisce manualmente la pietra accompagna la giornata degli operai e il cammino degli escursionisti. I prodotti vengono smerciati quasi completamente in Svizzera (20% in Ticino; 70% al nord delle Alpi). Il rimanente in Germania e in Austria.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.