Testo Laetitia Grossini, foto e immagini progetti: Studenti dell’EPFL Losanna, Studio Rolli Schürch, Autunno 2025
Storia del 10 maggio 2026
C'è un modo di guardare alla terra senza stravolgerla: ascoltandone i respiri profondi. Aurigeno, è diventato il cuore di un esperimento silenzioso, fatto non di cantieri ma di gesti e riflessioni. Oggi ne assaporiamo i risultati durante la presentazione agli abitanti svoltasi sabato 7 marzo 2026 alla sala patriziale.
La filosofia che guida il progetto si chiama "agopuntura territoriale": l'idea che un intervento minimo, collocato nel punto giusto, possa riattivare l'energia di un luogo intero. Non monumenti, non celebrazioni. Solo cura.
Questo progetto di studio, tema principale del semestre autunnale 2025 per 20 studenti dell’EPFL di Losanna, è stato guidato da Rina Rolli e Tiziano Schürch, con la collaborazione di Blerta Axhija.
Non sono arrivati con progetti già pronti, ma con orecchie tese e taccuini aperti.
Gli studenti sono entrati in contatto diretto con gli abitanti e il territorio abitando per un periodo nella Casa Parrocchiale. Hanno cucinato insieme, fatto il bagno nel fiume, e soprattutto ascoltato storie degli abitanti: quelle di Lara, del ristorante del paese; di Pio e Carla, custodi della memoria del bosco; di Francesca, esperta del paesaggio della Valle; di Ennio, che ricorda le vicende del Vanoni; di Aldo, Ettore e Bixio, memorie storiche del paese.
Quello che hanno scoperto è che Aurigeno non vuole essere una cartolina, almeno non per gli abitanti che la abitano tutto l’anno. Chiede dignità, presenza e luoghi di comunità. Parla attraverso le terrazze viticole abbandonate, i muri a secco che attendono di tornare utili, le fontane che hanno smesso di essere luoghi di incontro.
Il risultato di questo ascolto si traduce in una serie di interventi mirati, come aghi capaci di riattivare i flussi vitali del villaggio. L’architetta Rina Rolli ha illustrato il lavoro dei suoi studenti, evidenziando come, nella progettazione dello spazio pubblico, abbiano cercato di creare le condizioni affinché la vita collettiva possa svilupparsi e prosperare.
1. Soglie d'incontro
La piccola fermata dell'autobus, dove ogni mattina i bambini aspettano, è stata ripensata come una piccola piazza di transizione: non arredo urbano, ma spazio di pausa e comunità.
3. Il bosco e l'intimità
Seguendo il corrimano metallico verso la cascata, si trova una piccola sauna nascosta dietro un muro di pietra esistente. Un luogo dove il bosco e l'uomo tornano a dialogare in silenzio.
5. L’abbraccio del bosco
Sul margine del villaggio, dove il bosco incontra le case, i cippi in gneiss diventano luoghi di gioco e movimento. Un piccolo frutteto didattico trasforma questo confine in uno spazio condiviso legato al ritmo delle stagioni.
7. Oltre la cartolina
La fermata dell’autobus viene semplificata per valorizzare il muro esistente. La piazza davanti alla trattoria si trasforma in uno spazio domestico all’aperto, pensato per la vita quotidiana del borgo.
2. L'anima dell'acqua
Una fontana nel nucleo del paese si espande: diventa piano di lavoro per le feste, o semplice appoggio per un frigorifero pubblico condiviso. L'acqua torna protagonista dei rituali quotidiani.
4. Memoria fra le rovine
I resti dell'antico mulino lungo il fiume non sono più solo pietre morte. Ospitano ora un grande tavolo e un forno: la rovina si trasforma in rifugio per pasti condivisi.
6. Cappelle del quotidiano
Le cappelle tra il nucleo e Terra di Fuori tornano a essere luoghi di sosta. Tavoli, focolari e un frigorifero pubblico condiviso avvicinano il sacro alla vita quotidiana.
Questo progetto ci ricorda che Aurigeno custodisce una bellezza che non appartiene a una sola generazione. Ogni nuovo intervento si inserisce nella stratificazione del tempo con umiltà e rispetto. In Vallemaggia la storia non si cancella: resta impressa, indelebile, tra marmo e gneiss. Eppure il territorio continua a vivere, adattandosi giorno dopo giorno ai bisogni di chi lo abita, cercando di mantenere un legame con la propria terra nonostante le continue sollecitazioni del presente, tra internet e dispositivi digitali. E sul territorio le persone, come l’acqua della Maggia, continuano a scorrere.
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