Storie

Blues a casa nostra

Un palcoscenico itinerante tra le montagne

Testo: Antenna Vallemaggia. Foto: Remy Steinegger. Copyright: Remy Steinegger - Magic Blues Vallemaggia 2026

Storia del 21 luglio 2026

Il Vallemaggia Magic Blues torna con la sua inconfondibile miscela di musica, energia e convivialità. Un festival che da più di vent'anni, riesce nell’impresa di unire grandi nomi internazionali, talenti emergenti e l’atmosfera autentica della valle.

La rassegna di musica blues della Vallemaggia è cresciuta negli anni senza mai perdere la propria identità. Il suo segreto: proporre musica di una proposta di grande qualità in un contesto intimo e speciale, dove il pubblico può vivere la musica e gli artisti da vicino, lasciandosi coinvolgere da un’atmosfera che difficilmente si ritrova nei grandi festival cittadini.

“L’edizione 2026, accompagnata dallo slogan Back to The Roots!, rinnova questa filosofia” ci spiega Fabio Lafranchi responsabile della manifestazione e dell’Area Vallemaggia dell’Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e Valli. “Lo slogan: Ritorno alle origini è per confermare che quello che abbiamo fatto ha funzionato, funziona e continueremo a farlo funzionare”.

Dal delta blues al rock, dal soul al rhythm and blues, fino alle nuove contaminazioni della scena contemporanea. Tra gli appuntamenti che hanno segnato il 2026 figura il ritorno di Eric Sardinas, uno dei più spettacolari interpreti della slide guitar internazionale. Il suo stile inconfondibile e il legame con le grandi radici del blues hanno portato ritmo ed emozioni a Cevio per una serata heavy blues. 

Il Magic Blues è nato con l’idea di portare grandi artisti in luoghi piccoli e autentici

Accanto ai grandi nomi, il festival dedica un’attenzione particolare alla nuova generazione, come dimostra l’European Blues Night, appuntamento clou della manifestazione. 

La manifestazione nasce dal desiderio di valorizzare la valle e farne conoscere l’importanza ben oltre i confini. La storia del Magic Blues inizia nel 2002, quasi per caso, con l’incontro tra Fabio Lafranchi e Hannes Anrig. Quest'ultimo alla guida di un’agenzia musicale attiva nell’organizzazione di diversi eventi musicali, tra cui JazzAscona. Anrig mise in contatto una band interessata a esibirsi in Vallemaggia con Fabio. "L’idea di organizzare un festival in valle stava già maturando e, grazie a questo incontro, ha potuto diventare realtà", racconta Fabio. All’inizio si pensava di organizzare una sola serata. Poi, discutendo e sviluppando l’idea, il progetto si è trasformato in quattro appuntamenti, organizzati i mercoledì sera. Per diverso tempo la manifestazione è stata un vero e proprio work in progress: un progetto in continua evoluzione, arricchito ogni anno da nuove idee, nuove piazze, nuove collaborazioni.

Parlando della storia del festival, non si può ignorare l’evoluzione del nome. Quello che oggi tutti conoscono come Vallemaggia Magic Blues è nato come Vallemaggia Blues Night, per poi cambiare e trasformarsi nel corso delle diverse edizioni "siamo sempre stati abbastanza fortunati, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello meteorologico. Sarà che la rassegna musicale piace anche al tempo!". Fabio ci racconta che in più di un’occasione, sembrava impossibile riuscire a portare a termine lo spettacolo. La pioggia arrivava lasciando presagire il peggio. Poi, quasi puntualmente, il tempo migliorava e le serate si svolgevano senza troppi intoppi. “Ma, per quanto la fortuna sia d’aiuto, al tempo non si comanda. Per questo anni fa abbiamo deciso di ampliare la durata del festival con l’obiettivo di garantire almeno quattro serate anche in caso di maltempo” spiega Fabio.

Ogni concerto diventa un’occasione per scoprire luoghi, incontrare persone e assaporare l’atmosfera di una serata estiva. L'organizzazione offre anche la possibilità di prenotare un posto a sedere. Al Backstage gli ospiti possono gustare un ricco aperitivo e una cena di quattro portate, comodamente seduti a tavola, senza rinunciare alla musica. In realtà, potremmo chiamarlo Frontstage perché i tavoli sono posizionati in modo da seguire il concerto direttamente dalla propria postazione: un vero e proprio posto Magic per vivere il blues con il massimo comfort.

Quando il palco si accende e le prime note iniziano a risuonare, una squadra affiatata lavora già da giorni, dietro e davanti alle quinte. C’è chi si è occupato dei trasporti, del montaggio e dei rifornimenti e chi continua a lavorare per tutta la durata del concerto: i tecnici del suono, i baristi, il team della cucina, il personale di servizio... 

Ognuno di loro con un proprio compito ben preciso, fatto di gesti collaudati da anni di esperienza, ma che richiede ogni volta una grande capacità di adattamento. Perché il festival cambia luogo, menù, artisti, piazza e condizioni meteorologiche. Per esempio per la cucina bisogna allestire gli spazi, organizzare le attrezzature e trasformare un prato, in un ambiente capace di servire circa un centinaio di persone. Lo chef Michele del Grotto Lafranchi di Coglio, porta in ogni serata la sua esperienza e coordina una squadra di Valmaggesi chiamati a lavorare con ritmo, precisione e grande affiatamento. Stefania Cattaneo, braccio destro dell'organizzatore Lafranchi, gira tra i servizi con una borsa alla Mary Poppins griffata Magic Blues, con la quale risolve imprevisti e verifica il buon svolgimento della serata. 

Nonostante la pressione di voler fare bene, tra i gazebi, dietro al palco e nelle cucine si respira aria di festa. Mentre il pubblico ascolta la musica e gli artisti si esibiscono, il lavoro continua senza sosta. È una parte meno visibile del festival, ma fondamentale per la riuscita di ogni serata: una macchina organizzativa fatta di persone, esperienza e collaborazione, capace di ricreare ogni volta la magia del Magic Blues in una nuova location: una grande squadra che, settimana dopo settimana, si sposta da un luogo all’altro e ricomincia ogni volta da capo. Un gruppo di persone che lavora lontano dai riflettori, ma che contribuisce in modo decisivo a creare quella magia che, da anni, accompagna ogni serata del festival.

Le piazze si riempiono, le note si mescolano alle voci del pubblico e, per qualche ora, piccoli luoghi di valle diventano il centro della scena musicale internazionale. L’eco delle note si propaga tra le montagne. Quell’idea nata da un incontro quasi casuale ha dimostrato di funzionare. Nel corso degli anni il festival è cresciuto, si è affermato e ha ottenuto riconoscimenti sempre più importanti, fino a diventare una manifestazione conosciuta e apprezzata non solo in Ticino, ma anche a livello svizzero ed europeo.

Da un quarto di secolo il Vallemaggia Magic Blues continua a dimostrare che non servono grandi arene per vivere grandi emozioni. Bastano una squadra affiatata, un palco, una chitarra e la magia di una valle. È questa la forza di “The smallest big blues festival in Switzerland”.