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Una stalla a Cevio con il sogno di tornare all'alpe.

Foto e testi: MAVM e Azienda Agricola Ambrosini

Matteo Ambrosini ha poco più di vent’anni e una profonda passione per l’agricoltura di montagna. All’alpe ci è salito per la prima volta a sette anni. Terminato l’apprendistato di agricoltore a Disentis, è rientrato a casa in Valle di Peccia. Recuperando diverse piccole stalle sparse lungo il fondovalle è riuscito a creare una sorta di fattoria diffusa. 5 mucche lattifere e 9 capre al Piano di Peccia, 4 manze e 8 giovani capre a San Carlo dove si trova anche il caseificio mobile. Il suo presente è legato a una nuova stalla a Cevio.

È tutto come una volta. Non c’è acqua corrente né elettricità. 

Incontriamo Matteo verso l’imbrunire di una giornata invernale insolitamente calda. Senza il manto invernale la valle appare un po’ triste. “Il vero problema è il rischio di siccità. È tutto arido, non ci sono riserve d’acqua”. Saliamo sul pick-up e partiamo verso il Piano di Peccia. Matteo deve accudire il bestiame, il nostro sarà un incontro itinerante. Le capre sono in agitazione, belano in attesa che venga il loro pastore. Matteo interviene prontamente, non sono i richiami abituali. “Il travaglio è completato, sta per nascere!”. Con fare naturale si avvicina alla partoriente sostenendola affettuosamente. Il neonato è subito vispo e vitale. Un attimo dopo i due vengono accomodati all’interno della piccola stalla. Un po’ di fieno nella mangiatoia e siamo sulla strada per San Carlo. In una piccola stalla che trova spazio nel nucleo del villaggio, vi sono le manze. Va pulita la stalla. E bisogna portagli l’acqua. “È tutto come una volta. Non c’è acqua corrente né elettricità. Le mucche hanno le corna”. All’interno è già buio, Matteo usa una torcia frontale. I bidoni del latte servono anche per trasportare l’acqua.

Ultima tappa al caseificio mobile. Un piccolo laboratorio rimorchiabile dove Matteo, fedele alla tradizione, produce il tipico formaggio con latte di mucca e di capra. Subito acquistiamo un pezzo di formaggella e della freschissima mascarpa, tutti prodotti BIO a chilometro zero. Qui ci racconta della passione nata sull’Alpe Sfille, della fienagione sui pendii della Bavona o in Lavizzara e di una vita in simbiosi con la natura.

Per il futuro Matteo ha le idee in chiaro. Tra qualche anno si vede caricare un’alpe con il proprio bestiame. Oggi però una stalla risulta indispensabile per lavorare in maniera efficiente. “La mia è progettata per dare sufficiente spazio alle mucche. Ce ne stanno un paio di meno ma sono più felici”. La stanno costruendo ora, sarà pronta entro il 2020.

Vuoi sostenere il progetto di Matteo e dell’Azienda Agricola Ambrosini? Puoi farlo attraverso la piattaforma di crowdfunding progettiamo.ch.