Storie

Il sorriso della campionessa

Sogno spesso di essere a Bignasco. Il mio immaginario si è formato qui

Testo: MAVM, foto: Luca Crivelli

Ajla Del Ponte è a casa dai nonni. Ci accoglie con naturalezza ricordaci che in questo periodo non può passeggiare. Ha qualche ora di recupero in un periodo carico di lavoro. La ringraziamo per il tempo che ci dedica e ci complimentiamo per i risultati inimmaginabili che ha realizzato. Tutta la valle segue le sue prestazioni sportive con partecipazione e grande fierezza.

Quinta nella finale dei 100 metri e quarta con la staffetta sulla stessa distanza. Nuovo primato nazionale con 10’’91 stampato nelle qualificazioni. Un’olimpiade vissuta da assoluta protagonista della disciplina regina dell’atletica vale la consacrazione tra le grandi atlete dello sport svizzero. Poi, al primo impegno dopo Tokyo a La Chaux-de-Fonds uno straordinario 10’’90 ci ha fatto capire che Ajla non ha intenzione di fermarsi. “Fino a 30-32 anni vado avanti”. Le ricordiamo che la pluricampionessa olimpica Shelly-Ann Fraser-Pryce il suo record personale l’ha stabilito a 34 anni e 243 giorni e che anche quest’anno sta volando…

La concorrenza non mi spaventa, per me è fonte d’ispirazione

Stiamo parlando del gotha delle migliori velociste al mondo. “La concorrenza non mi spaventa, per me è fonte d’ispirazione. Quest’anno rientro dal mio primo grande infortunio, siamo in diverse a spingere. Per me è uno stimolo per il come back. Da 10 anni lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissati, sono abituata. Battersi solo contro sé stessi rischia di portare ad adagiarsi in una comfort zone”. Eh sì, “una volta volevo solo correre veloce. Ma per farlo ho dovuto scoprire il competitore che è in me.”

“Nella mia disciplina si lavora sui dettagli che devono essere tutti allineati per guadagnare quel 1% che ti fa vincere.” Puoi migliorare i tempi di reazione? “Quelli non si possono allenare. La parte lanciata è il mio punto di forza, sto lavorando soprattutto sui primi 30 m”. Sei pronta per l’appuntamento con i Campionati del Mondo di atletica leggera in Oregon? “Eugene per me sarà come chiudere un ciclo. Là nel 2014 ho partecipato alla mia prima grande competizione internazionale.”

Una carriera che ti ha portata ad entrare nel jet set internazionale “Sogno spesso di essere a Bignasco. Il mio immaginario si è formato qui. Mi sento tanto legata alle mie radici, alla natura. In questi vicoli ho combinato le prime marachelle. Dopo essere stata in giro torno per sentirmi l’Ajla che sono sempre stata e questo mi ricarica.” prosegue la nostra campionessa “Le mie estati le passavo in piscina, sebbene fossi una bambina freddolosa… alla piscina arrivava gente da tutto il Ticino. Anche Michael Fora l’ho conosciuto lì, assieme a mio fratello Karim che era più piccolino. Speriamo non ci vogliano 10 anni per rivederla aperta”.

Tornando a casa Ajla si ferma e in 10 secondi raccoglie tre quadrifogli lasciandoci sbalorditi “mi ha insegnato la tecnica mio nonno, ma ci riesco solo in Vallemaggia.”

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