Sentieri

Cerentino... e le sue frazioni

Cerentino è di gran lunga il comune valmaggese con il maggior numero di frazioni abitate tutto l’anno. Si tratta di una testimonianza storica molto interessante, poiché la disposizione sul territorio dei piccoli nuclei risale sicuramente ai primi insediamenti. Persone appartenenti allo stesso nucleo familiare avevano costruito nello stesso luogo la casa, le stalle, forse anche la gra e il granaio, e dato avvio alla coltivazione di campi e prati. I mulini, invece, per ovvi motivi, erano concentrati nelle uniche due frazioni situate vicino al fiume. Diversi nomi di frazioni fanno esplicito riferimento alla casa e al nome della famiglia che si era insediata. Altri si richiamano a «corte», termine tipico della transumanza alpestre che indica la stazione in cui si soggiornava per un determinato periodo.

La maggior parte degli insediamenti di Cerentino sono situati in luoghi panoramici, ben soleggiati anche d’inverno. Ciò permetteva di avere secolari castagni da frutto e noci a oltre 1000 metri di quota. Se questo un tempo era sufficiente, assieme a segale e latticini, per dare da vi-vere a quasi 400 abitanti, oggi non è più così. Il fenomeno dello spopolamento ha coinvolto in modo importante e regolare anche questo villaggio montano, sicuramente piacevole, soleggiato e ricco di storia. Chi intendesse visitare tutte le frazioni di Cerentino deve prevedere un’intera giornata di cammino scegliendo a piacimento i diversi percorsi che collegano i vari nuclei.

COLLINASCA

Fino al XIX secolo vicino al fiume sorgeva un’importante zona artigianale dove funzionavano 8 opifici idraulici (6 mulini e 2 segherie). L’ultima a essere utilizzata, fin verso il 1970, fu una segheria collocata nel grande edificio che ora ospita una fabbrica di carta artigianale. L’alto oratorio, costruito nel XVIII secolo, è dedicato a S. Giovanni Nepumoceno, invocato contro le alluvioni e protettore dei boscaioli addetti alla fluitazione del legname.

 

CORINO

Anche se non direttamente a ridosso del fiume, questa frazione era, come Collinasca, strettamente legata all’acqua: lungo il fiume vi erano infatti, fino all’inizio del XX secolo, due seghe a funzionamento idraulico e 6 mulini. Ora non rimane che un mulino abbandonato per il quale esiste un progetto di restauro. Nel 1924 a valle del ponte fu costruita una piccola centrale elettrica che fornì la corrente a Cerentino e alla Val di Campo fino al 1933.Particolarmente suggestivo anche il ponte che attraversa il fiume sotto la frazione e che permetteva di mantenere il collegamento con il resto del comune. In testa al ponte vi è una cappella dedicata a S. Giuseppe. Due gli edifici da visitare: l’oratorio eretto nel 1720 e nel quale Pedrazzi verso la metà dell’Ottocento realizzò i suoi migliori affreschi e la grande casa, coeva al palazzo patriziale, fatta costruire da tre famiglie benestanti.


CAMANOI

Nucleo situato su un terrazzo panoramico e ben soleggiato anche in inverno (diversamente da Corinasca quindi), assai discosto dalle altre frazioni. Le dimensioni dell’oratorio, costruito nel XVII secolo, e la ricchezza dell’apparato decorativo (stucchi, quadri ex-voto, tele, Via Crucis del 1770) indicano quanto doveva essere popolata un tempo questa frazione. Monumentale la fontana posta sulla piazzetta del villaggio, datata 1859, con un mascherone raffigurante un volto umano.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.