Sentieri

Maggia... chiese e cappelle

L’abitato di Maggia, una volta raccolto in un gruppo compatto, si è notevolmente esteso verso la campagna antistante e, a monte, verso i grotti. La sua fisionomia, a partire dagli anni Settanta, è cambiata completamente. La popolazione è più che raddoppiata, in seguito anche alla vicinanza con Locarno, polo della regione. Maggia stesso è, del resto, punto di riferimento importante per la Bassa Valle. Nella primavera del 2004, grazie alle aggregazioni, il comune di Maggia si è allargato ulteriormente sino a comprendere anche le comunità di Aurigeno, Moghegno, Lodano, Coglio, Giumaglio e Someo. Nel nucleo del villaggio, si possono ancora individuare numerose testimonianze della vita passata dei suoi abitanti. Diversi sono, per esempio, gli affreschi risalenti al XVII e XVIII secolo.

Il ponte sulla Valle del Salto

Si tratta di un ponte a volta che, nei pressi della cappella della Pioda, collega i due versanti della Valle del Salto. Il riale scorre in questo punto in una gola particolarmente profonda. L’ardita costruzione venne realizzata dal maggese Giovanni Pedrazzini (1796-1856) e dai suoi operai, che rimasero lunghe ore sospesi nel vuoto per mezzo di corde. 

La cappella della Pioda

Su un poggio roccioso, dopo aver attraversato la gola sulla Valle del Salto ecco la cappella della Pioda. Si tratta di una delle cappelle della Vallemaggia con i dipinti più antichi risalenti al Cinquecento. La cappella è strutturata in tre parti, risultato dell’evoluzione costruttiva: la nicchia - uno spazio chiuso lateralmente dai muri e sul davanti - una cancellata di ferro e un portico aperto su tre lati. Nella nicchia è dipinta la Madonna in trono; accanto, S. Giovanni Battista e S. Pietro. Ai lati Sant’Antonio Abate, un Santo non identificato e ancora San Maurizio, San Martino a cavallo. Sotto la nicchia sono rappresentati il purgatorio e due processioni di fedeli con tipici abiti settecenteschi. Sotto il portico, sulla facciata accanto all’entrata della cappella sono affrescati San Giacomo maggiore e San Rocco.

Chiesa della Madonna delle Grazie 

La chiesetta fu costruita attorno al 1500 e racchiuse una cappella in cui vi era l’effige della Madonna delle Grazie, ritenuta miracolosa. L’interno di questo edificio risulta ricco di opere d’arte. Si trovano notevoli affreschi del Rinascimento (1516-1529) sulla parete nord. Del 1626 in stile barocco è la cappella laterale, per la cui costruzione si demolì la parete con il grande affresco dell’Ultima cena. Numerose, poi, le opere votive tra le quali la Madonna della Misericordia che stende il manto su “li homini de maza”. Importante anche la presenza di 24 ex-voto del pittore di Aurigeno Giovanni Antonio Vanoni. La bellezza della chiesa si completa con il soffitto di legno a cassettoni. Considerando l’intera Vallemaggia, gli affreschi più belli e più numerosi del ‘500, si trovano in questa chiesa.

Per ulteriori informazioni scarica il pieghevole del Sentiero di Pietra (PDF).
La versione cartacea è disponibile presso gli infopoint turistici in Vallemaggia.